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Roche – A fianco del coraggio
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Estate del 2019, Io e mia moglie parlavamo di quanto il cancro sia diventato comune e dell’importanza della prevenzione. Ci convincemmo quindi che anche noi ormai entrambi alle soglie dei quaranta dovevamo iniziare a controllarci con frequenza.
Superficialmente ed ovviamente senza alcun fondamento logico, continuavo a guardare questa malattia come qualcosa di lontano e che essendo già capitata ad altre persone appartenenti alla nostra cerchia di amici, anche con un pizzico di scaramantica statistica mi dicevo che a questo punto non potevamo essere nella lista dei prescelti a vivere questa avventura…ed invece…!
Un giorno di quell’estate mia moglie, facendo la doccia, aveva sentito un qualcosa che fino al giorno prima non ricordava ci fosse… ed invece…!
Ricordo come fosse ieri il giorno del primo controllo, il dottore per non spaventarci ci disse che data la giovane età di mia moglie sarebbe stato preferibile fare un approfondimento…IL GIORNO DOPO! Io uscii dallo studio fiducioso, mia moglie no ed il sesto senso femminile difficilmente sbaglia…!
Con la biopsia, iniziai a realizzare che forse c’era qualche problema ma volevo cercare a tutti i costi di mostrarmi sicuro e fiducioso perché vedevo mia moglie preoccupata e sconfortata. Ricordo il campione prelevato, un liquido “schifoso” con delle macchie nere, ancora non analizzato ed il medico aveva già capito e ci preparava al probabile esito…
Dopo qualche giorno arrivò il risultato…sentimenti di incredulità e sgomento iniziarono a prendere il sopravvento…ricordo un lungo abbraccio con mia moglie con il quale ci sostenemmo a vicenda…poi la razionalità ha avuto la meglio…il pensiero andò verso i ns amici che ce l’avevano fatta…avevano vinto…e ci dicemmo che anche noi ne saremmo usciti vittoriosi.
La nostra avventura era iniziata..si la nostra, perché seppur in modo diverso la vita o la percezione di essa è cambiata per entrambi, e si avventura, perché la nostra famiglia ha dovuto intraprendere un viaggio pericoloso, ed emozionante che ha dato un sapore diverso alla vita ed all’amore che ci lega.
In breve sono iniziate tutte le attività propedeutiche all’operazione, e poi alla chemioterapia… ricordo il primo giorno, la prima seduta…!
Nella sala d’attesa del reparto la tensione si taglia sulla punta di un coltello, ma la paura e la tristezza viene rotta dalla “chiacchiericcio” di tre ragazze, tra le quali mia moglie, che parlano allegramente, sicure, sorridenti e con tanta voglia di vivere.
Finalmente la fine delle terapie e l’inizio dei controlli. Pensavamo di avercela fatta, che fosse tutto finito ed invece no… bisogna riprendere le terapie…l’avventura continua…
Potrei scrivere all’infinito, pensieri ed emozioni si affollano nella mia mente, ma l’unica cosa sulla quale voglio ancora soffermarmi è l’ammirazione che ho per mia moglie che affronta con grinta e voglia di vivere le difficoltà delle cure che fa e dello stress che la condizione di paziente oncologico provoca senza abbattersi o piangersi addosso.